L’INGORGO
di Francesca Bellino

Si dorme male con il caldo appiccicoso e il ronzare di zanzare, ma a me sono le preoccupazioni che mi tengono sveglio la notte. Mi giro e mi rivolto nel letto e, quando non ce la faccio più, vado al bar. Chiuso in casa non ci resisto quando nasce il sole. Per fortuna Armandino apre presto e mi offre pure il caffè. Lo sa che non ho neanche gli occhi per piangere.

La tv è già accesa quando arrivo io e, in silenzio, ce la guardiamo. Seguiamo sempre le notizie dell’ultima ora. Lui dietro al bancone e io sulla sedia della moglie, Consiglia, che si presenta sempre intorno a mezzogiorno. La gente ad Albori si sveglia tardi. Solo chi va a lavorare fuori passa al bar presto prima di prendere la corriera per Salerno o per Napoli. Dopo i lavoratori arrivano le mamme che accompagnano i figli a scuola e i giovani che vanno all’università a Fisciano. Io non parlo con nessuno, mi limito a osservare la gente che è impegnata e c’ha affari da sbrigare. Guardare gli altri mi fa sognare! Mi piacerebbe anche a me non essere impantanato qui e correre indaffarato da qualche parte. Ma per ora non c’ho nessuna parte dove andare. Per questo sto al bar con Armandino a guardare le notizie alla tv. Meglio di niente! Almeno sono aggiornato e tengo la testa in allenamento. Così quando avrò un impiego potrò dialogare del compleanno del Papa, delle canzoni di Sanremo, degli omicidi, degli scioperi, dei gay pride e dei soldati italiani uccisi all’estero.

Tutti quelli che entrano al bar commentano le notizie della tv e ci sono persone che passano davvero ogni mattina, puntuali come gli orologi. Tra queste c’è un tizio che s’è trasferito da poco ad Albori con la famiglia. Viene da Napoli. Ha ricevuto una casa in eredità e ha scelto il piccolo centro per cambiare vita. Arriva al bar sempre alle 7.30 ma, a differenza degli altri, è silenzioso. Ha un aspetto distinto, indossa un cappello diverso in ogni occasione e si muove disinvolto come se conoscesse tutti i segreti della vita. Chissà dove va? Deve avere un buon impiego. Ha l’aria soddisfatta, il fisico atletico, è sempre ben vestito e se la tira pure un pò. Prende un cappuccino, ci saluta con fretta e poi scappa. Quando arriva lui, alle 7.30, io sono sempre al bar, come la mobilia di Armandino. E sono al bar anche quando lui rientra, sempre intorno alle 16. Alcune volte prima, altre dopo, ma sempre dopo pranzo. Nessuno sa che lavoro faccia, neanche la signora Consiglia che normalmente sa tutto di tutti, da qui ad Amalfi. Il tizio fa il riservato e si porta dietro un alone di mistero che m’intriga e mi provoca pure invidia. Sarebbe bello diventare come lui un giorno. E’ proprio un uomo fortunato! Va a lavorare anche in agosto quando tutto il mondo sta in vacanza. E non deve essere facile per lui arrivare puntuale! Da queste parti capita spesso che il traffico si blocchi. Le strade sono strette e quando arriva la bella stagione e vengono i forestieri tutto si complica. Dato che non c’è molto spazio, spesso le nostre strade s’intasano come il lavandino di casa mia che