LA CONCORRENTE
di Francesca Bellino

Anna va al bar più presto del solito. Non ha voglia di far nulla, o meglio non ha nulla da fare. E’ uscita di casa solo per riempire la giornata. Il bar è stranamente affollato, ma il bancone è libero. Anna vi si dirige guardando negli occhi il barista e ordinando un caffè ristretto semplicemente con un cenno del capo come fa di solito. La tazzina le viene servita in pochi minuti e in due sorsi il caffè è già finito.

«La prossima volta prenderò un americano, così allungo il tempo» esclama tra se e se fissando le mani del barista che sciacquano i bicchieri. Alle sue spalle si agita molta gente riunita in una fila vogliosa di giocare al superenalotto e vincere il montepremi della settimana che pende dal soffitto su un cartoncino raggrinzito dall’umidità.

Anna è una cliente assidua del bar ma non ha mai visto tante persone lì dentro. All’inizio non nota la cifra del montepremi e non si spiega l’agitazione nell’aria, ma quando si volta dando le spalle al bancone, alza gli occhi e vede: “Jackpot 19.200.00 euro”, le viene quasi voglia di accodarsi agli altri pur non amando le lotterie. Il pensiero viene subito scacciato dal desiderio irrefrenabile di leggere l’oroscopo di Branco sul Messaggero che giace sul frigorifero dei gelati sotto il televisore acceso. Anna vede il giornale da

lontano e corre ad afferrarlo come se corresse il rischio che qualcuno glielo portasse via togliendole la possibilità di essere orientata nella sua giornata vuota. Lo apre alla pagina dell’oroscopo e legge: «Pochi di noi sono in grado di affrontare l’ovvio. Oggi voi Capricorno ci riuscirete».  

Incapace di capire il messaggio di Branco, resta imbambolata per qualche minuto e, proprio in quegli attimi di smarrimento, scorge nella sgangherata coda Martino, un amico d’infanzia, schiacciato tra una grossa signora con il carrello della spesa al seguito e un gruppo di tre teen-ager con i capelli a spazzola.

«Martino» urla, pur essendo solo a pochi metri da lui, con tono gioioso e rassicurato dall’occasione concreta di riempire il tempo.

«Che sorpresa! Giochi anche tu?» esclama lui facendo un passo avanti nella fila.

«Avanti il prossimo» si ode al di là della vetrata che separa la gente in coda e l’impiegata del bar. La lunga fila procede lenta e mentre alcuni vanno via speranzosi con i loro biglietti tra le mani e nuovi giocatori s’accodano.

«Oggi no, non gioco. Ma se vuoi ti aspetto per una chiacchierata» risponde lei.

«Sì, aspettami! Ti offro caffè» dice lui sorridendo.

Anna annuisce e, ancora persa nel cercare di capire la predizione di Branco, si accovaccia su una sedia con il Messaggero tra le mani e rimane lì ad attendere l’amico. Il viavai s’intensifica ancora e la fila s’ingrossa fino a riempire quasi tutto il bar, ma Anna non ci fa più caso. La sua attenzione si sposta sul